Pomeriggio tra arte e storia della città, con aperitivo rigorosamente English.

2015-06-26 19.12.25 26 Giugno: una delle lezioni del seminario intensivo di conversazione, livello avanzato, diretto dalla professoressa Ary Martinez, ha vissuto un momento conviviale particolarmente gustoso. Gli studenti, con la prof in testa, si sono dati appuntamento in sede e guidati da Stefano Aurigemma, si sono diretti poco lontano, a Via del Cerriglio 3, nei pressi di Piazza G. Bovio, meglio nota come “Piazza della Borsa”. L’iniziativa, proposta e2015-06-26 19.12.38 sapientemente preparata dall’ottimo Stefano, prevedeva una visita full immersion in inglese alla Locanda del Cerriglio, una delle taverne più famose di Napoli, sicuramente la più conosciuta come “Taverna del Caravaggio“. In questa locanda si narra che il maestro della pittura rinascimentale abbia a lungo soggiornato o trovato ristoro durante il suo soggiorno napoletano, ai tempi . E problemi, dato che fu proprio qui che l’artista rimase vittima di un’aggressione misteriosa e cruenta che per poco non gli costò la vita. Nascosta tra i vicoli posteriori di una delle più belle piazze di Napoli (rivalutata recentemente dall’apertura di una stazione della Metro1), la locanda si intravede ai piedi di un suggestivo e tortuoso vicoletto, meravigliosamente celato dalle abitazioni caratteristiche dei vicoli di Napoli. A metà strada, ecco accoglierci la padrona di casa della locanda, che si rivela una professionista prestata all’imprenditori20150626_192247a; fin dall’inizio non nasconde la sua passione per Napoli e la sua storia. Ci accoglie calorosamente, ed insieme fissiamo le “regole del“gioco“. lei introdurrà le 2015-06-26 19.39.10parti dell’affascinante locanda ed Ary le tradurrà in inglese affinché diventi per noi esercizio linguistico. Si parte dai piani superiori. Pronti? Via. Saliti per una scala misteriosa ma accessibile, ci troviamo negli antichi locali destinati ad uno dei quattro piaceri che la locanda offriva ai suoi frequentatori: quello della compagnia femminile per i viandanti. Sono tre stanze intercomunicanti, ora disponibili per incontri e meeting professionali, ma ristrutturate ed illuminate in modo da ricreare la suggestione dei momenti del tempo: scopriamo che esiste anche una porta di ingr2015-06-26 19.32.55esso secondaria, utilizzata probabilmente per accessi discreti o fughe precipitose di persone innominabili che volevano mantenere celata la loro presenza. Dal varco della porta secondaria, la nostra guida ci svela da dove nasce il nome del Cerriglio: il vicolo era in passato interamente ricoperto di Cerri, ombrose piante silvestri che rendevano l’atmosfera particolarmente scura. Dalla sala superiore a quella inferiore: la cantina del locale r2015-06-26 20.13.46ivela il suo tesoro di bottiglie e di segni: scopriamo che qui c’è ancora una fonte acquifera, restaurata e rimessa in funzione grazie alle moderne tecnologie idrauliche. Dalla fontana, un orifizio del diametro esatto del carlino, la moneta del tempo, sgorga di nuovo acqua chiara e limpida, e la suggestione delle atmosfere del tempo trionfano. La seconda parte dell’incontro è particolarmente appetitosa: la direzione della Locanda ha preparato un menu di assaggi di piatti tipici napoletani a cui non si può resistere. La serata finisce così: con piatti e bottiglie di Aglianico ormai vuote, ma cuori ed occhi sono pieni delle suggestioni che Giuseppe ed Angela Follari hanno sapientemente saputo rievocare.

(a cura di Paolo Russo)

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